Studio DentisticoFABRIZIO BALLERINI

Parodontologia: la cura delle gengive

Le gengive sanguinano quando lavi i denti. Forse hai notato che si stanno ritirando, o che un dente si muove leggermente.

Il sanguinamento non è normale ed è quasi sempre il primo segnale. Prima si interviene, più si conserva.

Se sono anni che rimandi, non ti faremo la predica. La maggior parte delle persone che vediamo per la prima volta ha aspettato più di quanto avrebbe voluto. Si riparte da dove sei, non da dove avresti dovuto essere.

Di cosa si tratta

Il parodonto è l'insieme dei tessuti che tengono in piedi il dente: gengiva, legamento e osso. La parodontite è un'infezione cronica che distrugge progressivamente quell'osso.

Il problema è che avanza senza farsi sentire. Quando il dente inizia a muoversi, il supporto perduto è già considerevole. Per questo la diagnosi precoce conta più della tecnica usata dopo.

Si cura rimuovendo l'infezione dalle tasche attorno alle radici e riportando i tessuti in una condizione mantenibile. In casi selezionati si può rigenerare parte dell'osso perduto.

Gengivite
Infiammazione limitata alla gengiva. È reversibile, se si interviene.
Parodontite
Quando l'infiammazione ha già intaccato l'osso. Si controlla, ma l'osso perso non torna spontaneamente.
Tasca parodontale
Lo spazio che si crea tra dente e gengiva, dove i batteri si accumulano.
Sondaggio
La misurazione, punto per punto, della profondità delle tasche. È l'esame che dà la diagnosi.

Quando serve

Va valutata quando:

  • Le gengive sanguinano lavando i denti o mangiando.
  • Le gengive si sono ritirate e i denti sembrano più lunghi.
  • Un dente si muove o si è spostato.
  • Hai alito cattivo persistente nonostante l'igiene.
  • In famiglia qualcuno ha perso i denti per problemi gengivali.

Come funziona, passo per passo

  1. 1

    Visita e sondaggio parodontale

    primo appuntamento

    Si misurano le tasche attorno a ogni dente e si registrano i valori. Con le radiografie si valuta quanto osso è rimasto. Questo dà la stadiazione, cioè quanto è avanzata.

  2. 2

    Terapia causale

    1-2 sedute

    Si rimuovono placca e tartaro anche sotto gengiva, dove lo spazzolino non arriva. È la fase che risolve la maggior parte dei casi.

  3. 3

    Rivalutazione

    dopo 6-8 settimane

    Si risonda per vedere cosa è migliorato e cosa no. È qui che si decide se serve altro, e non prima.

  4. 4

    Terapia chirurgica se necessaria

    solo nei casi residui

    Nelle zone dove le tasche restano profonde si interviene chirurgicamente, in alcuni casi con tecniche rigenerative.

  5. 5

    Mantenimento

    ogni 3-4 mesi, a vita

    È la parte che determina il risultato a lungo termine. La parodontite non si guarisce definitivamente: si tiene sotto controllo.

Le quattro domande che contano

Fa male?

La terapia causale si esegue in anestesia locale, quindi durante non senti dolore.

Nei giorni successivi le gengive possono essere sensibili e i denti reagire al freddo. Passa.

Dopo la cura è normale percepire i denti più sensibili e gli spazi tra loro più aperti: l'infiammazione che gonfiava la gengiva si è ridotta. È un segnale che sta funzionando, anche se all'inizio spiazza.

Ascesso, gonfiore o dolore acuto localizzato: vai gestito subito, non aspettare la seduta programmata.

Quanto costa?

Il costo dipende da quanti settori vanno trattati e se serve la fase chirurgica.

Il preventivo scritto arriva dopo il sondaggio, perché prima non si conosce l'estensione reale del problema.

Il mantenimento è una spesa ricorrente e va messa nel conto fin dall'inizio: è la parte che protegge l'investimento fatto.

Quanto tempo ci vuole?

La fase attiva richiede in genere 2-3 mesi, compresa la rivalutazione.

Il mantenimento non finisce. È il prezzo di conservare i denti.

Quanto dura nel tempo?

Con il mantenimento regolare, la maggior parte dei pazienti conserva i propri denti a lungo.

Senza mantenimento, la malattia recidiva. Non è una possibilità: è quello che accade.

  • Sedute di mantenimento ogni 3-4 mesi, non ogni tanto.
  • Igiene domiciliare quotidiana, compresi gli spazi interdentali.
  • Il fumo peggiora la prognosi in modo netto.
  • Diabete e parodontite si aggravano a vicenda: vanno controllati insieme.

Le domande che quasi nessuno fa (ma dovrebbe)

Sono le domande che cambiano il risultato. Falle a noi, o a chiunque altro tu stia valutando.

L'osso che ho perso torna?

In parte, in situazioni selezionate, con tecniche rigenerative. Ma non torna tutto e non sempre. Per questo il momento in cui intervieni conta più della tecnica che si userà: quello che si conserva vale più di quello che si prova a ricostruire.

È ereditaria?

Esiste una predisposizione familiare documentata. Se in famiglia qualcuno ha perso denti per le gengive, il controllo va anticipato e non aspettato: i primi segnali non fanno male.

Mi avete misurato le tasche?

È la domanda che distingue una diagnosi da un'impressione. Senza sondaggio registrato dente per dente non c'è stadiazione, e senza stadiazione non c'è un piano di cura serio. Chiedi di vedere i numeri.

Posso mettere impianti se ho la parodontite?

Non prima di averla stabilizzata. Gli impianti sono soggetti a una malattia analoga, la perimplantite, e in un ambiente non controllato il rischio è alto. Chi propone impianti senza prima curare le gengive sta saltando un passaggio.

Ogni quanto devo tornare, davvero?

Ogni 3-4 mesi, non ogni sei o ogni anno. L'intervallo non è commerciale: è il tempo che i batteri impiegano a riorganizzarsi nelle tasche. Allungarlo vanifica la terapia.

Quando un dente non si può salvare

  • Perdita ossea talmente avanzata che il dente non ha più supporto sufficiente.
  • Mobilità severa che compromette la masticazione.
  • Coinvolgimento profondo delle radici in denti pluriradicolati.
  • Infezioni ricorrenti che non rispondono alla terapia.

In questi casi accanirsi costa tempo e denaro senza cambiare l'esito. Lo diciamo con chiarezza e passiamo a pianificare cosa mettere al suo posto.

Come lo facciamo qui

  • Sondaggio parodontale completo, registrato e consegnato.
  • Rivalutazione a 6-8 settimane prima di decidere qualsiasi chirurgia.
  • Terapia chirurgica solo sulle zone che non hanno risposto.
  • Programma di mantenimento personalizzato, con intervalli scritti.
  • Istruzioni pratiche di igiene, con gli strumenti in mano.
Ritratto del Dott. Fabrizio Ballerini, Direttore Sanitario dello Studio Dentistico Ballerini a Suzzara

Chi ti cura

Dott. Fabrizio Ballerini

Medico Chirurgo Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Mantova n. 207

Laurea nel 1997. A Suzzara da 21 anni. Segue personalmente i casi, dalla diagnosi ai controlli negli anni successivi.

Domande frequenti

Il sanguinamento è normale se uso il filo?

No. Se una gengiva sana viene pulita, non sanguina. Il sanguinamento è un segnale di infiammazione.

Basta una pulizia dal dentista?

Se è gengivite, spesso sì. Se è parodontite, l'igiene normale non arriva dove serve.

Perché i denti mi sembrano più lunghi?

Perché la gengiva si è ritirata scoprendo parte della radice. È uno dei segni più tipici.

Posso perdere i denti?

Se non trattata, la parodontite è la prima causa di perdita dei denti in età adulta. Trattata e mantenuta, nella maggior parte dei casi si conservano.

Il collutorio risolve?

No. Aiuta in fasi specifiche e per periodi limitati, ma non rimuove il tartaro sotto gengiva.

Quanto incide il fumo?

Molto. Riduce il sanguinamento e quindi maschera i sintomi, mentre la malattia avanza. I fumatori spesso arrivano più tardi e messi peggio.

Il primo passo è capire la tua situazione

Nella prima visita facciamo l'esame, le radiografie se servono, e ti diamo un piano di cura scritto con tempi e costi di ogni fase.

Il piano è tuo: te lo porti a casa e decidi con calma. Non c'è nessun obbligo di procedere.

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