Studio DentisticoFABRIZIO BALLERINI

Rialzo del seno mascellare

Ti hanno detto che nella parte alta e posteriore della bocca non c'è abbastanza osso per un impianto. Magari te lo hanno detto in due parole, senza spiegare cosa comporta.

Il rialzo del seno serve proprio a questo: ricreare l'altezza ossea che manca, per poter poi mettere l'impianto.

Se sono anni che rimandi, non ti faremo la predica. La maggior parte delle persone che vediamo per la prima volta ha aspettato più di quanto avrebbe voluto. Si riparte da dove sei, non da dove avresti dovuto essere.

Di cosa si tratta

Sopra i molari superiori c'è una cavità piena d'aria, il seno mascellare. Quando si perde un dente in quella zona, l'osso sottostante si riassorbe e lo spazio disponibile per un impianto si riduce.

Il rialzo consiste nel sollevare delicatamente la membrana che riveste il seno e inserire materiale da innesto nello spazio creato. Con il tempo quel materiale viene sostituito da osso nuovo.

Esistono due approcci. Quando manca poco osso si procede dall'alveolo stesso, con una tecnica poco invasiva. Quando ne manca molto si accede da una piccola finestra laterale.

Seno mascellare
La cavità piena d'aria sopra i molari superiori.
Membrana di Schneider
Il rivestimento interno del seno, che va sollevato senza lacerarlo.
Innesto
Il materiale che riempie lo spazio e che nel tempo viene sostituito da osso proprio.

Quando serve

Si valuta quando:

  • Manca un molare o un premolare superiore da tempo.
  • La TAC mostra un'altezza ossea insufficiente sotto il seno.
  • Ti è stato detto che l'impianto non si può fare in quella zona.
  • Hai portato a lungo una protesi mobile superiore.

Come funziona, passo per passo

  1. 1

    TAC 3D

    primo appuntamento

    È l'esame che stabilisce quanto osso c'è, quanto ne manca e quale tecnica usare. Senza TAC questa valutazione non si può fare.

  2. 2

    Intervento di rialzo

    45-90 minuti

    In anestesia locale. Si solleva la membrana e si posiziona l'innesto. In alcuni casi l'impianto si inserisce nella stessa seduta, in altri si attende.

  3. 3

    Maturazione dell'innesto

    4-9 mesi

    Il materiale innestato viene progressivamente sostituito da osso proprio. È la fase più lunga e non si può accelerare.

  4. 4

    Inserimento dell'impianto

    se non già fatto

    Quando l'osso è maturo, si inserisce l'impianto e si riparte con il percorso implantare normale.

  5. 5

    Corona definitiva

    dopo l'osteointegrazione

    Si completa la riabilitazione con la corona sull'impianto.

Le quattro domande che contano

Fa male?

Durante l'intervento non senti dolore, si lavora in anestesia locale.

Nei 3-4 giorni successivi sono attesi gonfiore della guancia e talvolta un livido. È normale e regredisce.

La raccomandazione più importante riguarda il naso: per un paio di settimane non vanno fatti sforzi che aumentino la pressione, quindi niente soffiarsi il naso con forza e attenzione agli starnuti a bocca chiusa.

Perdita di sangue dal naso persistente, dolore che aumenta dopo il quarto giorno o febbre: chiamaci.

Quanto costa?

Il rialzo è una procedura aggiuntiva rispetto all'impianto e ha un costo proprio, che dipende dalla tecnica e dalla quantità di innesto.

Nel preventivo scritto compare come voce separata, così vedi esattamente quanto incide rispetto al solo impianto.

Quanto tempo ci vuole?

Il percorso complessivo, dal rialzo alla corona, richiede in genere 8-14 mesi.

È il trattamento implantare più lungo, e la ragione è biologica: l'osso nuovo ha bisogno del suo tempo.

Quanto dura nel tempo?

L'osso rigenerato, una volta maturo, si comporta come osso proprio e sostiene l'impianto stabilmente nel tempo.

  • Non fumare, soprattutto nei mesi di guarigione: è la condizione che incide di più.
  • Rispettare le indicazioni sulla pressione nasale nelle prime settimane.
  • Controlli regolari dopo il completamento.

Le domande che quasi nessuno fa (ma dovrebbe)

Sono le domande che cambiano il risultato. Falle a noi, o a chiunque altro tu stia valutando.

Serve davvero, o si può mettere un impianto più corto?

In alcune situazioni gli impianti corti sono una vera alternativa ed evitano il rialzo. Dipende da quanto osso resta e da dove. Vale la pena chiedere esplicitamente se sono stati considerati, prima di accettare una procedura più impegnativa.

Che materiale usate per l'innesto?

Esistono materiali di origine diversa: sintetici, di origine animale trattati, oppure osso proprio prelevato da un'altra zona. Cambiano tempi di maturazione e costo. Chiedi quale viene usato nel tuo caso e perché quello.

Cosa succede se la membrana si lacera?

È la complicanza più frequente di questa procedura, e nella maggior parte dei casi si gestisce durante l'intervento stesso. Se la lacerazione è estesa si interrompe e si riprova dopo la guarigione. È bene sapere prima che questa eventualità esiste.

Posso fare il rialzo se ho sinusiti ricorrenti?

Va valutato, e a volte serve il parere di un otorinolaringoiatra prima di procedere. Una sinusite cronica non trattata è una controindicazione da chiarire in anticipo.

Quanto incide il fumo in questo caso specifico?

Più che in qualsiasi altra procedura implantare. Il fumo compromette la vascolarizzazione proprio nella fase in cui l'innesto deve essere colonizzato da osso nuovo. Se c'è un momento per smettere, anche solo temporaneamente, è questo.

Quando il rialzo non si fa

  • Sinusite cronica o patologie del seno non trattate.
  • Fumo importante che il paziente non intende ridurre.
  • Patologie sistemiche non controllate.
  • Casi in cui impianti corti o una posizione diversa risolverebbero senza innesto.
  • Aspettative di tempi rapidi non compatibili con la biologia della procedura.

Se esiste una strada più semplice per arrivare allo stesso risultato, la proponiamo. Il rialzo non è un obiettivo, è un mezzo.

Come lo facciamo qui

  • TAC 3D per misurare esattamente l'osso residuo.
  • Scelta della tecnica in base al deficit reale, non per abitudine.
  • Valutazione preventiva delle alternative meno invasive.
  • Istruzioni post-operatorie scritte, comprese quelle sulla pressione nasale.
  • Controllo radiografico della maturazione prima di procedere con l'impianto.
Ritratto del Dott. Fabrizio Ballerini, Direttore Sanitario dello Studio Dentistico Ballerini a Suzzara

Chi ti cura

Dott. Fabrizio Ballerini

Medico Chirurgo Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Mantova n. 207

Laurea nel 1997. A Suzzara da 21 anni. Segue personalmente i casi, dalla diagnosi ai controlli negli anni successivi.

Domande frequenti

È un intervento pericoloso?

È una procedura consolidata, eseguita da decenni, con complicanze in genere gestibili. Il rischio principale è la lacerazione della membrana, che si affronta durante l'intervento stesso.

Devo prendere antibiotici?

Di norma sì, secondo lo schema che ti viene prescritto. Va seguito per intero.

Posso volare in aereo dopo?

Meglio evitare nelle prime due settimane, per via degli sbalzi di pressione. Se hai un viaggio programmato, dicci prima.

Si può fare su entrambi i lati?

Sì, e a volte si esegue nella stessa seduta. Il decorso è un po' più impegnativo.

Sentirò qualcosa nel naso?

Nei primi giorni è possibile una sensazione di pressione o congestione dal lato operato. È attesa e regredisce.

Quanto dura l'attesa prima dell'impianto?

Da 4 a 9 mesi, in base alla tecnica e al materiale usato. Lo verifichiamo con un controllo radiografico prima di procedere.

Il primo passo è capire la tua situazione

Nella prima visita facciamo l'esame, le radiografie se servono, e ti diamo un piano di cura scritto con tempi e costi di ogni fase.

Il piano è tuo: te lo porti a casa e decidi con calma. Non c'è nessun obbligo di procedere.

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